Perché questo titolo? Si sa che il modo migliore di conoscere gli animali è andare a vederli dal vivo, osservare il proprio comportamento, interagire con loro, ma ora vi chiedo, questa non è schiavitù?
Okay, molti luoghi ormai sono a “norma” di legge, con spazi in regola e cure continue, ma chi siamo noi per decidere qual’è lo spazio necessario per un animale? Molto spesso vengo a sentire frasi del tipo: “qui si che stan bene gli animali, guarda che belle gabbie!” Come può star bene un leone abituato a terreni di caccia che si stagliano all’orizzonte rinchiuso in una gabbia di qualche metro quadrato? Abituato a cacciare per vivere, ed ora imboccato?
Come si può rinchiudere in una voliera dei pappagalli che se si levassero in cielo creerebbero spettacoli più belli dell’arcobaleno?
Chi siamo noi per decidere quanto spazio necessita un animale per vivere, quando la propria casa è proprio il mondo che gli abbiamo strappato?
Non si tratta forse di schiavitù legalizzata?Veri e propri “lager d’istruzione”, riempiti da esemplari separati a forza dalle proprie famiglie, da uomini che di umano han solo le sembianze e da anime deportate, con destinazione un cinema vivente di disperazione e grida d’aiuto, che nessuno coglie, scambiandoli per versi?

Noi discendiamo dagli animali, eppure con loro non abbiamo più niente in comune, purtroppo.

Scopri la prima parte…

La seconda parte invece vuole arrivare più direttamente al cuore delle persone, non bisogna avere paura di esprimere quel che si ha dentro, specialmente su realtà così crude e crudeli. Con questa seconda parte, seguito naturale della prima, voglio trasmettere il senso di ansia, angoscia e prigionia che questi poveri animali subiscono ogni giorno, ogni ora, ogni secondo. Dopo un attento ragionamento e luoghi dialoghi con i fruitori alle mostre, mi è venuta l’idea di decontestualizzare il soggetto animale, ponendo volontari umani in gabbia, in modo da non lasciar trasparire niente, arrivando come un pugno nello stomaco al destinatario, ovvero voi. L’assenza di barriere è il mezzo per vincere questa lotta contro le catene, il vostro aiuto è il motore del progetto, la vostra sensibilità e la vostra volontà di cambiare le cose: insieme possiamo farcela, insieme ce la faremo.

Noi discendiamo dagli animali, eppure con loro non abbiamo più niente in comune, purtroppo.

Scopri la seconda parte…